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 Il minuto secondo raccontato da Shiver

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MessaggioTitolo: Il minuto secondo raccontato da Shiver   Lun Mag 14, 2012 11:55 am

Fabio Cinti è uno di quegli artisti, e Il Minuto Secondo uno di quei dischi, di cui c’è da dire talmente tanto che non si sa da che parte cominciare. Forse da due parole che è abbastanza raro camminino insieme: talento e onestà. Talento significa anche bravura e studio. Onestà significa soprattutto coraggio e trasparenza. In Fabio Cinti e in “Il Minuto Secondo” li ritroviamo uniti, nella musica, nei testi e perfino nella genesi di questo nuovo lavoro. Talento: sostantivo maschile, per una volta usato a proposito.

“Il Minuto Secondo” è, nella definizione dello stesso artista, “un concept sull’oscillazione dei sentimenti tra la vigilia del futuro e i memorabilia”. È infatti composto da due parti complementari, sette brani inediti e sette rivisitazioni. Con la prima parte, “Vigilia”, Fabio Cinti si affaccia sul futuro riprendendo il filo dell’album d’esordio, L’esempio delle mele, per compiere un salto musicale elevatissimo già con il singolo, “Canto alla durata”, meravigliosa canzone all’amore in cui la voce di Cinti mostra tutto il suo equilibrio, per salire e scendere come in un volo, sostenuta da una melodia ampia, fatta di arpeggi e poi d’archi, ed è davvero un dispiegar d’ali sopra quel mare di cui l’artista canta lo scintillare: “E com’era scintillante il mare, e pensare che sei stato in fondo sempre con me, non vince l’indifferenza, per me sei già immortale”.

“Vigilia” non teme cambiamenti improvvisi: il talento di Fabio Cinti è anche quello di trovare coerenza, stile ed eleganza pure nei repentini cambi di registro, uno via l’altro: il pianoforte e voce con cui inizia “Questo strano abisso” lascia subito il posto all’elettronica “May Day” per saltare all’ironica “Loop”, così pop che ricorda l’azzeccatissima “Se fanno pop” dell’album precedente, e tornare al brivido interiore di “Avevi freddo”, per chiudersi come un fiore la notte con “L’antidoto”, violino, chitarra, e voce perfettamente soffiata, e con la sorprendente “I don’t love you”, che, “vintage” quanto basta con quell’attacco meravigliosamente Elvis, spiana la strada a “Memorabilia”, Il volo si fa molto alto: la seconda parte si apre con il Sonnet 18 di Shakespeare nella versione di David Gilmour, e continua con Haendel (“Silent worship”), Purcell (“When I am laid in earth”, nota anche come “Dido’s lament” nell’interpretazione di Alison Moyet), e poi ancora Dvorak (“Eine Kleine Fruhlingsweise”) per saltare come niente fosse agli Xtc di “Frivolous tonight” e tornare senza alcuna paura ad Haendel (“Lascia ch’io pianga”) e chiudere i “Memorabilia” con uno dei brani forse meno noti di Sting, “Until”, colonna sonora del film “Kate e Leopold”.

Nel brano che apre l’album Fabio Cinti canta “Dove c’è tutto nessuno si aspetta di trovare niente, e vivo tra le foglie riflesse dello specchio dell’acqua, e sono un essere sessuale…”. Ecco: se non c’è tutto, in questo disco c’è moltissimo, con l’umiltà però di non trovarci niente, accarezzando il molto senza alcuna presunzione, mettendosi in gioco completamente, senza paura dei molti riflessi nell’acqua in cui si naviga. E poi c’è la sensualità, cifra inconfondibile di Fabio Cinti: ne trabocca ogni brano, e qualcuno ha già giustamente scritto che qui “erezione e commozione sono tutt’uno”. Si arriva così all’onestà.
Onestà: sostantivo femminile, piuttosto raro.
L’onesta musicale: Fabio Cinti non ha paura di dichiarare l’enorme influenza di Franco Battiato, che è quasi impossibile non sia debordante (ne sanno qualcosa Alice e Morgan) e la accetta così com’è. Dopo la stretta collaborazione con Morgan, l’artista ha comunque preso il volo staccandosi dai suoi pesanti maestri e saldando, in musica, il debito che ha nei loro confronti. Tanto che si potrebbe dire che, se Battiato dovesse avere un erede, questo è lui.
L’onestà dei testi: qui si parla d’amore, e finalmente non c’è alcun bisogno di essere impersonali per non far capire che il proprio oggetto d’amore è un altro uomo. Nessun ‘tu’ (la seconda persona singolare molto amata da Tiziano Ferro): si parla in terza persona, singolare maschile, come nel panorama musicale italiano fanno forse solo gli Egokid.
L’onestà dell’album: dichiarata la sempre maggiore difficoltà di fare il giro delle etichette, c’è qui il coraggio di un album fortemente voluto per la prima volta non da una casa discografica, ma dagli stessi fan. Tre per la precisione: Silvia Veraldi, Pierluigi Prandini e Maria B., stanchi di veder pubblicare dischi solo da chi è certo che renderanno economicamente, diventano produttori esecutivi e decidono di dare spazio all’artista che amano, finanziandone l’album. Che, distribuito nei negozi da Venus e seguito per tutto il resto da Sounday, potrebbe inaugurare una coraggiosa formula di neo-mecenatismo.

Chiudiamo questa lunga riflessione citando alcuni ospiti illustri del disco come Lele Battista, la violinista Elena Cirillo, l’attrice Maddalena Balsamo, Federica Sala alla voce, Marco Santoro alla tromba e Giovanni Mancini alle chitarre elettriche, oltre naturalmente a Le Nuove Logiche, l’inseparabile band che accompagna Fabio Cinti nel disco e nei live. A proposito, la presentazione ufficiale del disco è il 19 maggio allo Studio 2 di Vigonovo (Venezia): l’evento è privato e su invito, ma se qualche fan volesse partecipare potrà scrivere alla mail [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] , per prenotarsi.

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MessaggioTitolo: Re: Il minuto secondo raccontato da Shiver   Lun Mag 14, 2012 12:11 pm

splendida recensione...
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